Gli abusi sessuali online sui minori sono reati particolarmente odiosi, che colpiscono individui vulnerabili e lasciano cicatrici profonde, capaci di segnare per tutta la vita. Dietro i numeri allarmanti della pedopornografia online ci sono bambini reali, con storie di sofferenza dobbiamo dimenticare. Le recenti proposte di regolamento e la direttiva in corso di adozione affrontano molti aspetti fondamentali, ma due questioni emergono come particolarmente urgenti e strettamente collegate.
La prima riguarda le sfide tecnologiche, come evidenziato anche da Europol ed Eurojust: l’uso di strumenti innovativi, come le blockchain pubbliche, può rendere estremamente difficile la rimozione dei contenuti illeciti online. Affrontare questa sfida richiede lo sviluppo di strumenti tecnici e giuridici efficaci, in grado di fare della tecnologia un alleato nella protezione dei minori, e non un ostacolo.
La seconda riguarda il sostegno alle vittime: in qualità di co-autrice della risoluzione, ho chiesto l’istituzione del Centro UE di prevenzione e lotta contro l’abuso sessuale su minori, ma nel frattempo è essenziale rafforzare percorsi di recupero e assistenza psicologica, affinché bambini e bambine possano affrontare il trauma subito con il sostegno necessario.
Proteggere i minori significa agire su più fronti, combinando tecnologia e interventi mirati. Solo così possiamo assicurarci che nessun progresso tecnologico sostituisca mai la giustizia e l’attenzione che ogni bambino merita.


